Bandiera Bianca Reloaded – Vol 1

ultraterrena immagine di prodi combattenti

Attraverso varchi nel continuum spazio-temporale continuano a pervenirci frammenti di dialoghi strappati dall’etere provenienti da un lontano passato madido di onore e gloria. Miracolosa testimonianza dell’estrema resistenza di un manipolo di giovani eroi che ingaggiò senza paura l’ultima battaglia per la difesa degli eterni valori della sua terra, il nostro amato Friuli, asserragliato sul tetto di Radio Onde Furlane, orgogliosamente schierato a estrema difesa del loro terrifico stendardo di guerra, una gagliarda bandiera bianca. Questo sito – come noto – è l’estremo epitaffio tecnologico eretto a imperitura memoria dei valorosi che fino all’ultimo si batterono agli ordini dell’invitto Comandante Hagbard Celine e del suo fido luogotenente – il Cavaliere Lisandri Codut.

Che ne è stato dei nostri giovani eroi? L’analisi storiografica continua accanita. Al solito non vogliamo dilungarci sui vaneggiamenti autoreferenziali della comunità accademica mondiale, intendiamo tenerci alla larga dallo sciacallaggio pseudoscientifico attualmente scatenatosi sulle spoglie di quel pugno di prodi valorosi. Al solito vogliamo attenerci ai fatti. L’unica certezza che possiamo con monolitica certezza palesare è che l’ineffabile Comandante Hagbard Celine e il suo fido luogotenente – il Cavaliere Lisandri Codut – sono in qualche modo riusciti a sopravvivere alla devastante conflagrazione termonucleare finale, supremo olocausto nel quale si è consumato l’estremo sacrificio del manipolo di eroi ai loro ordini. Tuttavia la corretta identificazione della misteriosa regione dello spazio-tempo da dove questi due eroici superstiti continuano a regalarci le loro preziose e taumaturgiche parole di speranza – pregne di valori archetipici di elevato valore apotropaico – rimane un mistero.

Riusciremo mai a sollevare il tristo velario che oscura la plaga misteriosa da dove provengono gli ultimi dialoghi – carichi di struggenti ricordi – intercorsi tra l’invitto Comandante Hagbard Celine e il suo fido luogotenente, il povero cialtrone Cavaliere Lisandri Codut?

Non lo sappiamo. Tutto quello che possiamo fare è continuare ad ascoltare – trattenendo a stento torrenti di lacrime dallo sgorgare riconoscenti sulle nostre gote vermiglie – i frammenti di dialoghi che ancora – sempre più sparuti – continuano a stillare da quel remoto ed eroico passato. Per quanto tempo ancora?

Non lo sappiamo…

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